Guida allo studio di La caduta di Albert Camus

Consegnato da un narratore sofisticato, estroverso, ma spesso sospettoso, quello di Albert Camus La caduta impiega un formato piuttosto raro nella letteratura mondiale. Come romanzi come Dostoevskij'S Note dalla metropolitana, Sartre'S Nauseae proprio di Camus Lo sconosciuto, La caduta è impostato come una confessione da un complicato personaggio principale, in questo caso un avvocato francese in esilio di nome Jean-Baptiste Clamence. Ma La caduta- a differenza di questi famosi scritti in prima persona - è in realtà un romanzo in seconda persona. Clamence dirige la sua confessione a un singolo ascoltatore ben definito, un personaggio "tu" che lo accompagna (senza mai parlare) per la durata del romanzo. Nelle pagine iniziali di La caduta, Clamence fa conoscere questo ascoltatore in un squallido bar di Amsterdam noto come città del Messico, che intrattiene "marinai di tutte le nazionalità" (4).

Sommario

Nel corso di questo incontro iniziale, Clamence nota scherzosamente le somiglianze tra lui e il suo nuovo compagno: "Hai la mia età in un certo senso, con l'occhio sofisticato di un uomo sulla quarantina che ha visto tutto, in un modo; sei ben vestito in un certo senso, cioè come lo sono le persone nel nostro paese; e le tue mani sono lisce. Quindi un borghese, in un certo senso! Ma un borghese colto! " (8-9). Tuttavia, c'è molto sull'identità di Clamence che rimane incerta. Si descrive come "un giudice-penitente", ma non fornisce una spiegazione immediata di questo ruolo insolito. E omette i fatti chiave delle sue descrizioni del passato: “Qualche anno fa ero un avvocato a Parigi e, in effetti, un avvocato piuttosto noto. Certo, non ti ho detto il mio vero nome "(17). Come avvocato, Clamence aveva difeso i clienti poveri con casi difficili, compresi i criminali. La sua vita sociale era stata piena di soddisfazioni - rispetto da parte dei suoi colleghi, relazioni con molte donne - e il suo comportamento pubblico era stato scrupolosamente cortese ed educato.

instagram viewer

Come riassume Clamence in questo periodo precedente: "La vita, le sue creature e i suoi doni, si sono offerti a me, e ho accettato tali segni di omaggio con un gentile orgoglio" (23). Alla fine, questo stato di sicurezza ha iniziato a crollare e Clamence fa risalire il suo stato d'animo sempre più oscuro ad alcuni eventi della vita specifici. Mentre era a Parigi, Clamence ha avuto una discussione con "un omino di riserva che indossa gli occhiali" e in sella a una moto (51). Questo alterco con il motociclista avvisò Clamence del lato violento della sua stessa natura, mentre un'altra esperienza - un incontro con un "magro giovane donna vestita di nero ”che si suicidò gettandosi da un ponte — riempì Clamence con un senso di“ irresistibile debolezza (69-70).

Durante un'escursione al Zuider Zee, Clamence descrive le fasi più avanzate della sua "caduta". Inizialmente, ha iniziato a provare un intenso tumulto e fitte di disgusto per la vita, anche se "per qualche tempo, la mia vita è proseguita esternamente come se nulla fosse cambiato" (89). Si è poi rivolto a "alcol e donne" per conforto, ma ha trovato solo conforto temporaneo (103). Clamence espande la sua filosofia di vita nel capitolo finale, che si svolge nei suoi alloggi. Clamence racconta le sue inquietanti esperienze come prigioniero di guerra della seconda guerra mondiale, elenca le sue obiezioni a nozioni banali di legge e libertà, e rivela la profondità del suo coinvolgimento ad Amsterdam malavita. (Si scopre che Clamence conserva un famoso dipinto rubato—I giusti giudici di Jan van Eyck- nel suo appartamento.) Clamence ha deciso di accettare la vita - e di accettare la propria natura caduta, immensamente imperfetta - ma ha anche deciso di condividere le sue inquietanti intuizioni con chiunque ascolterà. Nelle pagine finali di La caduta, rivela che la sua nuova professione di "giudice-penitente" implica "indulgere nella confessione pubblica il più spesso possibile" al fine di riconoscere, giudicare e fare penitenza per i suoi fallimenti (139).

Contesto e contesti

La filosofia dell'azione di Camus: Una delle maggiori preoccupazioni filosofiche di Camus è la possibilità che la vita sia priva di significato e la necessità (nonostante questa possibilità) di agire e di affermarsi. Come ha scritto Camus nel suo volantino Il mito di Sisifo (1942), il discorso filosofico “era in precedenza una questione di scoprire se la vita avesse o meno un significato da vivere. Ora diventa chiaro al contrario che sarà vissuto tanto meglio se non ha significato. Vivere un'esperienza, un destino particolare, è accettarla pienamente. " Camus continua poi a dichiarare che “una delle uniche posizioni filosofiche coerenti è quindi la rivolta. È un confronto costante tra l'uomo e la sua stessa oscurità. " Anche se il Mito di Sisifo è un classico della filosofia esistenzialista francese e un testo centrale per comprendere Camus, La caduta (che, dopo tutto, è apparso nel 1956) non dovrebbe essere semplicemente considerato una rielaborazione immaginaria di Il mito di Sisifo. Clamence si ribella alla sua vita di avvocato parigino; tuttavia, si ritira dalla società e cerca di trovare "significati" specifici nelle sue azioni in un modo che Camus potrebbe non aver approvato.

Il background di Camus nel dramma: Secondo la critica letteraria Christine Margerrison, Clamence è un "attore autoproclamato" e La caduta stesso è il "più grande monologo drammatico" di Camus. In diversi punti della sua carriera, Camus ha lavorato contemporaneamente come drammaturgo e romanziere. (Le sue opere teatrali Caligola e L'incomprensione apparve a metà degli anni '40, lo stesso periodo in cui vennero pubblicati i romanzi di Camus Lo sconosciuto e La peste. E negli anni '50, Camus scrisse entrambi La caduta e ha lavorato su adattamenti teatrali di romanzi di Dostoevsky e William Faulkner.) Tuttavia, Camus non è stato l'unico autore della metà del secolo ad applicare i suoi talenti sia al teatro che al romanzo. Il collega esistenzialista di Camus, Jean-Paul Sartre, ad esempio, è famoso per il suo romanzo Nausea e per i suoi spettacoli Le mosche e Uscita Vietata. Un altro dei grandi della letteratura sperimentale del XX secolo: l'autore irlandese Samuel Beckett—Creato romanzi che leggono un po 'come “monologhi drammatici” (Molloy, Muore Malone, L'innegabile) nonché giochi stranamente strutturati e determinati dal personaggio (Aspettando Godot, L'ultimo nastro di Krapp).

Amsterdam, viaggi ed esilio: Sebbene Amsterdam sia uno dei centri di arte e cultura d'Europa, la città assume un carattere piuttosto sinistro La caduta. Lo studioso Camus David R. Ellison ha trovato diversi riferimenti a episodi inquietanti nella storia di Amsterdam: in primo luogo, La caduta ci ricorda che "il commercio che collega l'Olanda alle Indie includeva il commercio non solo di spezie, prodotti alimentari e legno aromatico, ma anche di schiavi; e in secondo luogo, il romanzo si svolge dopo "gli anni della seconda guerra mondiale in cui la popolazione ebraica della città (e dei Paesi Bassi nel suo insieme) era soggetta a persecuzione, deportazione e morte suprema nei campi di prigionia nazisti ". Amsterdam ha una storia oscura, e l'esilio ad Amsterdam permette a Clamence di affrontare il proprio spiacevole passato. Camus ha dichiarato nel suo saggio "L'amore della vita" che "ciò che dà valore al viaggio è la paura. Abbatte una specie di arredamento interiore in noi. Non possiamo più imbrogliare: nascondiamoci dietro le ore in ufficio o nello stabilimento ". Andando a vivere all'estero e infrangendo le sue routine precedenti e rilassanti, Clamence è costretto a contemplare le sue azioni e ad affrontare le sue paure.

Temi chiave

Violenza e immaginazione: Sebbene non vi siano molti conflitti aperti o azioni violente direttamente visualizzate in La caduta, I ricordi, le immaginazioni e i giri di immagini di Clamence aggiungono violenza e cattiveria al romanzo. Dopo una scena spiacevole durante un ingorgo, ad esempio, Clamence immagina di inseguire un maleducato motociclista, “Lo sorpassa, incastrando la sua macchina contro il marciapiede, prendendolo da parte e dandogli la leccata che aveva completamente meritato. Con alcune variazioni, sono scappato centinaia di volte da questo piccolo film nella mia immaginazione. Ma era troppo tardi e per diversi giorni ho masticato un amaro risentimento ”(54). Fantasie violente e inquietanti aiutano Clamence a comunicare la sua insoddisfazione per la vita che conduce. Verso la fine del romanzo, confronta i suoi sentimenti di colpa senza speranza e perpetua con un tipo speciale di tortura: “Ho dovuto sottomettermi e ammettere la mia colpa. Ho dovuto vivere nella poca facilità. A dire il vero, non hai familiarità con quella cella sotterranea che era chiamata la piccola facilità nel Medioevo. In generale, uno è stato dimenticato lì per la vita. Quella cellula si distingueva dalle altre per dimensioni ingegnose. Non era abbastanza alto per alzarsi in piedi né abbastanza largo per sdraiarsi. Bisognava prendere una strana maniera e vivere sulla diagonale ”(109).

L'approccio di Clamence alla religione: Clamence non si definisce un uomo religioso. Tuttavia, i riferimenti a Dio e al cristianesimo svolgono un ruolo importante nel modo di parlare di Clamence e aiutano Clamence a spiegare i suoi cambiamenti nell'atteggiamento e nella prospettiva. Durante i suoi anni di virtù e altruismo, Clamence ha portato la gentilezza cristiana in proporzioni grottesche: “A molto Il mio amico cristiano ha ammesso che il sentimento iniziale di vedere un mendicante si avvicina alla propria casa sgradevole. Bene, con me era peggio: esultavo ”(21). Alla fine, Clamence trova ancora un altro uso per la religione che è certamente imbarazzante e inappropriato. Durante la sua caduta, l'avvocato ha fatto riferimento "a Dio nei miei discorsi davanti alla corte", una tattica che "ha suscitato diffidenza nei miei clienti" (107). Ma Clamence usa anche la Bibbia per spiegare le sue intuizioni sulla colpa e sulla sofferenza umana. Per lui, il peccato fa parte della condizione umana e persino Cristo sulla croce è una figura di colpa: “lui sapeva di non essere del tutto innocente. Se non sopportava il peso del crimine di cui era accusato, ne aveva commessi altri, anche se non sapeva quali ”(112).

Inaffidabilità di Clamence: In diversi punti La caduta, Clamence riconosce che le sue parole, azioni e identità apparente sono di dubbia validità. Il narratore di Camus è molto bravo a recitare ruoli diversi, anche disonesti. Descrivendo le sue esperienze con le donne, Clamence osserva che “ho giocato al gioco. Sapevo che non gli piaceva rivelare il proprio scopo troppo rapidamente. Innanzitutto, dovevano esserci conversazioni, affettuose attenzioni, come si suol dire. Non ero preoccupato per i discorsi, per essere un avvocato, né per gli sguardi, essendo stato un attore dilettante durante il mio servizio militare. Ho spesso cambiato parti, ma è sempre stato lo stesso gioco ”(60). E più avanti nel romanzo, pone una serie di domande retoriche: "Non mentire alla fine porta alla verità? E non tutte le mie storie, vere o false, tendono alla stessa conclusione? "- prima di concludere "Autori di confessioni scrivono soprattutto per evitare di confessare, per non dire nulla di ciò che sanno" (119-120). Sarebbe sbagliato supporre che Clamence non abbia dato al suo ascoltatore nient'altro che bugie e invenzioni. Tuttavia è possibile che stia mescolando liberamente bugie e verità per creare un "atto" convincente, che utilizza strategicamente una persona per oscurare fatti e sentimenti particolari.

Alcune domande di discussione

  • Pensi che Camus e Clamence abbiano credenze politiche, filosofiche e religiose simili? Ci sono differenze importanti? E ​​se sì, perché pensi che Camus abbia deciso di creare un personaggio le cui opinioni sono così in contrasto con le sue?
  • In alcuni passaggi importanti in La caduta, Clamence introduce immagini violente e opinioni intenzionalmente scioccanti. Perché pensi che Clamence si soffermi su argomenti così sconcertanti? In che modo la sua disponibilità a rendere inquieto il suo ascoltatore è legata al suo ruolo di "giudice-penitente?"
  • Secondo te, quanto è affidabile Clamence? Sembra mai esagerare, oscurare la verità o introdurre evidenti falsità? Trova alcuni passaggi in cui Clamence sembra particolarmente sfuggente o inaffidabile e tieni presente che Clamence può diventare significativamente più (o significativamente meno) affidabile da un passaggio all'altro.
  • Re-immaginare La caduta raccontato da una prospettiva diversa. Il romanzo di Camus sarebbe più efficace come racconto in prima persona di Clamence, senza un ascoltatore? Come una semplice descrizione in terza persona della vita di Clamence? O lo è La caduta estremamente efficace nella sua forma attuale?

Nota sulle citazioni:

Tutti i numeri di pagina si riferiscono alla traduzione di Justin O'Brien La caduta (Vintage International, 1991).